Vivi Gabicce
LA STORIA
Testo tratto da “I murè” di E. Galluzzi
A quel tempo Gabicce come marineria era agli albori e i pochi pescatori trovavano lavoro sulle barche "catulghine".
Col passare del tempo, ha preso piede e si è assestata la pesca di "purac" (vongole).
D'estate trascorrevamo le serate a ballare, a mare, ballando 'al son d'un òrgana' sulla pista esterna in cemento del bar Trionfo da 'Nando' posto sulla spiaggia nel punto dove ora vi è il ristorante 'La Bussola', non disdegnando puntate a piedi fin su a Gabicce Monte per fare i soliti quattro salti, in una osteria, poi scomparsa per dare posto al sofisticato Eden Rock, sempre al suono della stessa musica.
D'inverno si andava a Gabicce passando per la 'pidagna', un ponticello largo poco più di un metro, malsicuro e traballante che univa le due sponde del canale e situato dopo lo Squero. D'estate per il maggior movimento e per agevolare il transito dei bagnanti, funzionava sul porto anche un traghetto con battello a tariffa "volontaria" gestito dal vecchio 'Rimig' di Gabicce che i forestieri colti chiamavano con il nome di Caronte.
Per i restanti mesi dell'anno in primavera ed autunno era tradizione che i barbieri (Gigin d'zucaren, Fabol, Mario d'Ivo, Lulén) ai quali si accodavano anche quelli che barbieri non erano, dedicassero il lunedì, per trascorrere il pomeriggio a Gabicce Monte allo scopo 'd'una bela camneda' e col miraggio del solito 'spunten' percorrendo l'unica rapida stradina sassosa.
Il turismo, grande provvidenza, ha tolto alla Gabicce dei 'puracès' velo e patina, rivestendola di vivido smalto da far risaltare maggiormente questa perla lucente incastonata in un suggestivo pregevole panorama, inserito in quel delizioso accostamento tra cielo mare e collina che solo madre natura sa creare.
GABICCE MARE OGGI:
Gabicce Mare Può offrire Ai nostri ospiti le bellezze di un mare limpido, più anni premiato con la
“Bandiera blu” e i brividi di uno splendido panorama da ammirare dall'alto di Gabicce Monte.
Gabicce Mare è parte del
Parco Naturale del San Bartolo.
Si trova inoltre a pochi km (raggiungibili con il caratteristico trenino o con un comodo autobus)dalla famosissima
rocca Malatestiana di Gradara, dove si consumò l’
amore tra Paolo e Francesca raccontato da Dante e che Ogni settimana con la caratteristica rievocazione storica con spettacolo dei mangiafuoco richiama l’attenzione di centinaia di turisti.
POESIA:
C’era un bagnino che non sapeva nuotare, ma era raccomandato da uno zio piessi deputato,
stava li sulla spiaggia di Gabicce Mare a pensare, a pensare perché neanche la rana riusciva ad imparare,
ma una bella tedesca dai capelli biondi urlò “aiuto annego entro trenta secondi”, e lui come un cefalo si tuffò nel mare,
perché in amore bisogna saper galleggiare, la riportò a riva e lei aprì gli occhi, e disse
“mio eroe, mio tritone, son viva” e la spiaggia in coro:
prima o poi l’amore arriva.
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